Esistono opere cinematografiche che non si limitano a scorrere sullo schermo, ma irrompono nella psiche, smuovendo le acque profonde dell'inconscio. Povere Creature! di Yorgos Lanthimos è esattamente questo: un viaggio travolgente, viscerale e a tratti disturbante, che porta lo spettatore a guardare allo specchio la natura umana. Un'analisi fondata sulla psicologia analitica permette di esplorare questa pellicola non solo come un'opera di finzione, ma come una potente mappa dell'anima.
Assistere all'evoluzione della protagonista, Bella Baxter, suscita un'emozione pura, quasi primitiva. La sua storia commuove, fa sorridere e, a volte, spaventa, poiché in lei si riflette il doloroso e meraviglioso percorso che ogni individuo compie per diventare se stesso.
Il risveglio dell'Innocente: Il Puer e la Tabula Rasa
La narrazione ha inizio con una morte e una rinascita, un vero e proprio esperimento alchemico: un cervello infantile impiantato in un corpo adulto. In termini junghiani, Bella rappresenta il Puer Aeternus (l'eterno fanciullo) nella sua forma più assoluta, un'entità pura ma psicologicamente frammentata.
Nelle prime fasi, la protagonista vive in uno stato di totale fusione con il suo creatore e con l'ambiente circostante. L'Io e il mondo non sono ancora separati. Si tratta di un'innocenza totale, ma, come insegna la psicologia del profondo, l'innocenza prolungata si trasforma in immobilità. L'anima ha bisogno di scontrarsi con la realtà per poter fiorire.
Godwin Baxter: Il Senex e il Creatore Ferito
Il dottor Godwin Baxter — significativamente chiamato "God" (Dio) da Bella — incarna in modo magistrale l'archetipo del Senex, il Vecchio Saggio, e del Demiurgo. Rappresenta la figura paterna, la struttura, la legge. Al tempo stesso, porta su di sé i segni fisici e psicologici di traumi profondi, eredità del proprio padre.
Godwin nutre un affetto sincero per Bella, ma tenta di confinarla in una gabbia dorata per proteggerla dalle asprezze della vita. Tuttavia, il processo di Individuazione — il faticoso cammino verso l'autenticità e la completezza psicologica — esige l'allontanamento dal nido. La ribellione simbolica di Bella è il passo necessario per iniziare a esistere di luce propria.
L'Animus e il Briccone: L'Energia Vitale
L'apertura al mondo esterno avviene attraverso Duncan Wedderburn, figura che incarna l'Animus (la componente maschile inconscia) nelle vesti del Trickster, il Briccone. Duncan è il caos, l'edonismo, la pulsione che rompe le regole rigide del padre.
Attraverso di lui, si accende la Libido junghiana, l'energia psichica e vitale. La protagonista si getta nell'esperienza con una curiosità vorace e priva di sovrastrutture morali. Quando però il Briccone tenta di imprigionarla in una nuova gabbia fatta di convenzioni e gelosia, la forza interiore e la fame di conoscenza di Bella si rivelano inarrestabili, spingendola oltre i limiti imposti dalla figura maschile.
L'Incontro con l'Ombra: Il Dolore del Mondo
Il vertice emotivo del film si raggiunge ad Alessandria d'Egitto. Affacciandosi sulla povertà estrema, sulla mortalità e sulla disperazione infantile, Bella impatta violentemente contro l'Ombra collettiva dell'umanità. È un momento straziante, che spezza il cuore della protagonista e quello dello spettatore.
"Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l'oscurità."
Il tentativo ingenuo di Bella di curare il dolore del mondo donando il proprio denaro si scontra con l'inganno e con l'impotenza. L'integrazione dell'Ombra è la fase più difficile di ogni crescita interiore. Da questa lacerazione, tuttavia, non emerge una psiche distrutta, ma trasformata: nasce in lei un'empatia matura, una profonda compassione e una nuova coscienza civile.
La Creazione del Sé: Il Trionfo Finale
Nel terzo atto, esplorando liberamente i bassifondi e le dinamiche di potere, Bella diventa l'assoluta padrona della propria mente e del proprio corpo. L'affronto finale con i fantasmi del suo passato primigenio sancisce il completamento dell'opera alchemica.
Il finale è il trionfo assoluto del Sé. Bella ha integrato con successo l'innocenza del Puer, la saggezza del Senex, l'energia vitale del Trickster e la dolorosa verità dell'Ombra. Non appartiene più a nessun creatore e rifiuta il ruolo di vittima, diventando l'artefice e il capolavoro di se stessa.
La potenza viscerale di quest'opera risiede nel mostrare che la guarigione emotiva e l'Individuazione non sono percorsi asettici. Sono caotici, sgraziati, colmi di inciampi meravigliosi, e richiedono il coraggio di attraversare il mondo in prima persona.
Desideri approfondire le caratteristiche di uno specifico archetipo menzionato in questa analisi (come il Briccone o l'Ombra) e scoprire come si manifesta nella psicologia quotidiana? Per scoprirlo e dare un nome a queste energie interiori, ti invito a svolgere il Test dei Dodici Archetipi. È uno strumento strutturato proprio per farti da specchio in questo viaggio.