18 febbraio 2026

I segreti dell'anima: i tarocchi come specchio del nostro inconscio

I segreti dell'anima: i tarocchi come specchio del nostro inconscio

Immaginate un mazzo di carte non come uno strumento per divinare un futuro incerto e ineluttabile, ma come una mappa preziosa e vivida per navigare nelle profondità della nostra stessa anima. In un affascinante studio, la ricercatrice Inna Semetsky ci guida attraverso la connessione tra la teoria e la pratica dei Tarocchi, analizzandoli attraverso la potente lente della psicologia del profondo. Questo approccio non sminuisce la magia delle carte, ma la eleva, trasformando i Tarocchi in uno straordinario strumento di educazione interiore e consulenza psicologica.

Il linguaggio universale dell'inconscio

Secondo il grande psichiatra Carl Gustav Jung, al di sotto della nostra razionalità quotidiana esiste un livello profondo, condiviso da tutti i membri della famiglia umana: l'inconscio collettivo. Questo regno misterioso trascende le barriere culturali, linguistiche e temporali. Ma come comunica con noi questo abisso primordiale? Lo fa attraverso la voce silenziosa dei simboli e delle immagini.

Jung chiamò le strutture fondamentali di questa psiche "archetipi". Gli archetipi non sono concetti vuoti, ma possiedono una loro energia specifica e un'autonomia che permette loro di attrarre a sé i contenuti della nostra mente cosciente. Le immagini archetipiche hanno un potere generativo e sono "psicologicamente irresistibili". Ci parlano a un livello viscerale, aggirando le difese della logica.

I tarocchi: custodi della nostra storia

È in questo affascinante panorama che si inseriscono i Tarocchi. Le immagini che compongono un mazzo rappresentano, in forma simbolica, proprio quegli archetipi che abitano il nostro mondo interiore. Pensate che la parola "Arcano", usata per definire le carte, deriva dal latino arca, che significa "cassa" o "forziere", mentre il verbo arcere significa chiudere. Ogni singola carta è, letteralmente, un forziere saldamente chiuso che attende solo di rivelare il suo profondo segreto.

Quasi ognuno dei 78 Arcani raffigura un essere vivente, una figura umana calata in contesti differenti. Questa figura non rappresenta solo un corpo fisico, ma incarna contemporaneamente la mente, l'anima e lo spirito. Le carte mettono in scena le esperienze fondamentali della vita umana: la nascita, l'amore, la separazione, il dolore, la morte. Poiché queste esperienze toccano tutti noi prima o poi, esse assumono un significato universale per l'umanità, a prescindere dall'epoca o dal luogo in cui viviamo.

La magia della lettura: un ponte tra i mondi

Ma cosa accade, a livello psicologico ed emotivo, durante una lettura dei Tarocchi? Quando le carte vengono disposte, formano uno schema specifico. Un lettore esperto utilizza la propria immaginazione per tessere una narrazione a partire da quella sequenza pittorica. Il lettore diviene un vero e proprio interprete "bilingue", traducendo il linguaggio visivo dell'inconscio in parole comprensibili.

Questo processo non è guidato dal freddo ragionamento, ma dall'intuizione, che permette di afferrare il significato profondo di una situazione senza fare affidamento sugli strumenti analitici tradizionali. Le immagini dei Tarocchi diventano così un ponte vitale che collega il campo degli archetipi (l'inconscio collettivo) alla nostra mente cosciente.

Questa misteriosa connessione è paragonabile a ciò che Jung e il premio Nobel per la fisica Wolfgang Pauli chiamarono "sincronicità". La sincronicità descrive quelle coincidenze significative e quelle connessioni nella natura che vanno oltre la semplice logica di causa ed effetto. Nelle costellazioni di immagini dei Tarocchi, si manifesta empiricamente la conoscenza inconscia di ciò che siamo e del punto in cui ci troviamo nel nostro percorso di vita.

Il viaggio verso l'interezza e l'Ombra

Perché siamo così attratti da questo viaggio? Perché, mentre il nostro corpo invecchia compiendo azioni quotidiane, la nostra psiche ha un bisogno disperato e costante di trasformarsi. L'esperienza umana richiede un continuo rinnovamento e un ampliamento della nostra coscienza. Il viaggio attraverso i Tarocchi è intrinsecamente terapeutico, poiché ogni nuova scoperta contribuisce alla conoscenza di noi stessi.

L'obiettivo finale di questa esplorazione è ciò che Jung chiamava "individuazione", ovvero il processo di sviluppo umano verso la completezza. In questo cammino, non troviamo solo luce. Gli archetipi possiedono due poli opposti: un lato luminoso e favorevole, e un lato oscuro, negativo, "ctonico". I Tarocchi non nascondono il nostro lato oscuro; lo mostrano, perché è proprio dalla tensione vitale tra questi opposti che scaturisce l'energia della nostra psiche.

Conclusione: un atto di cura

Accostarsi ai Tarocchi con questo spirito è un atto di profondo amore (Eros) e compassione per lo spirito umano, necessario per comprendere i significati delicati nascosti nei simboli. La parola educazione deriva dal latino educare, che significa "tirar fuori" ciò che è racchiuso dentro di noi. I Tarocchi, visti attraverso gli occhi della psicologia analitica, hanno un compito meraviglioso: quello di tradurre in una realtà visibile il mondo invisibile che portiamo dentro, arricchendo la nostra esistenza di un significato profondo e spirituale.

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