La psicologia del profondo o psicologia analitica è una teoria psicologica e un metodo di indagine del profondo elaborato dall'analista svizzero Carl Gustav Jung. L'inconscio personale non è, come per Freud, il "luogo del rimosso", cioè un contenitore psichico vuoto alla nascita, che man mano si popola di complessi causati da episodi traumatici infantili, ma è il contenitore di forme archetipiche universali ereditarie, all'interno del quale si organizzano le esperienze individuali. I principali archetipi junghiani, i cui rapporti e conflitti dialettici generano le dinamiche psichiche, sono: Animus/Anima, Persona/Ombra, Puer/Senex, etc. L'archetipo, in quanto forma, non agisce direttamente sulla psiche individuale, cioè sull' inconscio personale, ma attraverso l'emergere di azioni, pensieri e impulsi il cui simbolismo può non essere compreso e integrato dall'individuo.
Il sintomo, quindi, non richiede più una spiegazione in chiave di causa-effetto, ma viene considerato esso stesso una "domanda di significato" rispetto al disagio soggettivo che esprime.Il disturbo psichico smette così di essere considerato una malattia, e l'intervento analitico non viene più considerato solo una "cura"; ne consegue che la pratica psicologico-analitica junghiana non mira più ad una "guarigione", ma ad individuare il senso simbolico e archetipico del disturbo, e ad aiutare il suo portatore ad utilizzarne l'energia ai fini della "trasformazione" e della propria individuazione.